La data del 7 ottobre era cerchiata in rosso da settimane. Non necessariamente come il giorno della cessione dell’Empoli, ma come il momento destinato a segnare la fine dei novanta giorni di esclusiva concessi al fondo americano con sede a New York. E così, arrivati al giorno dopo, il quadro resta ancora da definire: l’operazione non è stata ufficialmente annunciata dal club e la lunga trattativa non ha ancora prodotto quella fumata bianca che avrebbe chiuso una pagina storica della società azzurra.
È scaduta l’esclusiva che l’Empoli aveva sottoscritto lo scorso 9 luglio per trattare in via prioritaria con il fondo americano, senza che si arrivasse al closing e, soprattutto, senza il trasferimento delle quote societarie che negli ultimi giorni era stato ipotizzato.
Dopo circa tre mesi di trattative serrate, le parti non sono riuscite a superare tutti i nodi presenti sul tavolo. La situazione, al momento, è quindi di stand-by.
Ma attenzione: la scadenza dell’esclusiva non significa necessariamente che l’operazione sia definitivamente saltata.
Il fondo statunitense – il BPGC Management Lp – società di private equity indipendente con base a New York, era diventato nei mesi scorsi il principale interlocutore della famiglia Corsi.
La società, nata nel 2020, vanta investimenti in circa 180 aziende distribuite in quattro continenti e oltre 700 milioni di dollari di asset in gestione. In Italia era salito agli onori della cronaca per il suo interessamento nelle acquisizioni nell’ambito di società calcistiche: prima la Salernitana, poi l’Empoli.
L’interesse per l’Empoli non era dunque casuale. Il modello del club azzurro, il settore giovanile, le strutture di Monteboro e il progetto legato allo stadio Castellani rappresentano asset particolarmente interessanti per un investitore intenzionato a entrare nel calcio italiano.
Il mancato esercizio dell’esclusiva, tuttavia, riapre completamente il mercato.
Senza più il vincolo che impediva al club di trattare con altri soggetti, l’Empoli può infatti tornare ad ascoltare eventuali proposte alternative. Ma i rapporti con BPGC non sono necessariamente destinati a interrompersi: i colloqui potrebbero riprendere anche in assenza dell’esclusiva e portare a un accordo diverso nelle prossime settimane o nei prossimi mesi.
Uno degli effetti più immediati della scadenza dell’esclusiva riguarda proprio gli altri potenziali acquirenti o investitori che avevano manifestato interesse per il club prima dell’accordo del 9 luglio.
Tra questi ci sarebbe un fondo americano con base a Boston, oltre a un imprenditore italiano che aveva già avviato contatti con la società di Monteboro.
Ora entrambi potrebbero tornare a dialogare con la famiglia Corsi.
E non è escluso che, con il dossier Empoli nuovamente aperto, possano emergere anche altri soggetti interessati a un investimento significativo nel capitale della società.
Il quadro, quindi, è tutt’altro che definito: l’Empoli non cambia proprietario, ma il percorso verso un eventuale ingresso di nuovi capitali rimane aperto.
Che cosa abbia impedito di arrivare al closing resta, almeno ufficialmente, senza una risposta definitiva.
Da Monteboro non sono arrivate dichiarazioni sulla situazione e la società ha mantenuto un profilo estremamente prudente.
Tra i punti di discussione ci sarebbe comunque la valutazione economica dell’operazione, compresa quella relativa al patrimonio sportivo del club e, in particolare, al settore giovanile.
Proprio il vivaio rappresenta uno degli asset più importanti dell’Empoli. La capacità della società di valorizzare giovani calciatori e generare plusvalenze costituisce da anni uno dei pilastri del modello economico costruito dalla famiglia Corsi.
Ed è proprio questo modello che potrebbe aver reso complessa la definizione dell’accordo tra le parti.
Nel frattempo, però, il mancato ingresso di nuovi capitali ha una conseguenza molto concreta: l’assetto societario dell’Empoli rimane invariato.
La famiglia Corsi resta dunque alla guida del club e la società dovrà continuare a fare affidamento sul proprio modello di autofinanziamento.
Una situazione che potrebbe avere riflessi anche sulle strategie sportive.
Senza gli investimenti che erano stati ipotizzati nell’ambito dell’operazione con BPGC, l’Empoli dovrà continuare a prestare particolare attenzione alla sostenibilità economico-finanziaria.
In quest’ottica, anche la prossima finestra invernale di mercato potrebbe assumere un significato particolare. Non sarebbe sorprendente, infatti, se alcuni dei calciatori azzurri con maggiore mercato finissero al centro di offerte e valutazioni, soprattutto qualora si rendesse necessario generare nuove risorse attraverso le cessioni.
Il settore giovanile e la valorizzazione dei calciatori rimangono quindi elementi centrali non soltanto della filosofia sportiva, ma anche della sostenibilità finanziaria del club.

