𝙇𝙖
𝙤𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡
𝙪𝙣𝙚𝙙𝙞 (Episodio 201) – Due uomini, due storie da raccontare, in comune la loro toscanità, il loro attaccamento alle radici, alle loro origini. In comune la stessa identica passione, e poi il loro trascorso con l’Empoli, e l’affetto che li lega alla nostra città.
Luciano e Silvio.
Luciano Spalletti è nato e cresciuto nel nostro comprensorio, che dire legato alla nostra città è perfino riduttivo.
Silvio Baldini, invece, ad Empoli si è definitivamente consacrato come “uomo calcio”, colui che ha portato una ventata di novità “moderna” in un calcio visto fino ad allora con concetti piuttosto tradizionalisti, quasi antichi; va detto che Silvio è sì moderno nei concetti calcistici, ma attaccatissimo alle tradizioni, ai veri valori della vita, alla famiglia, per lui, giustamente aggiungo, “sacra”.
Entrambi provengono dalla gavetta dei dilettanti: talentuoso Luciano da calciatore, ma sfortunato nel percorso e nell’epilogo finale. Quella “sfortuna” finale gli ha permesso altresì di mettere in mostra tutte le sue qualità e capacità come uomo leader, come allenatore di successo ma anche di intuizioni. E anche da allenatore ha fatto gavetta: ha guidato gli Allievi Nazionali dell’Empoli al debutto “vero” (i classe 1979), dopo che sul finale della stagione precedente aveva preso in corsa l’Empoli dei grandi salvandola dalla “tragedia” della C2. In tre anni ha portato l’Empoli dalla C1 alla A, e, dopo le delusioni con Sampdoria e Venezia, salvando l’Ancona dalla C, portando l’Udinese in Champions, la Roma ai livelli europei, l’Inter di nuovo in Champions dopo aver vinto tutto in Russia, e riportando poi il Napoli allo Scudetto come non riusciva dai tempi di Maradona.
Silvio invece sin da giovane ha fatto gavetta ed esperienza come allenatore: uomo guida, quasi spirituale dentro lo spogliatoio. Dal basso della seconda categoria fino ai professionisti, fino ad incrociare l’Empoli che stava sbandando in B sul finire del 1999 e riportandolo in A tre anni dopo.
Quel giorno, il 26 maggio del 2002, Silvio e Luciano si incrociarono davvero: Ancona-Empoli. Vinse l’Ancona di Luciano e fu una partita rocambolesca; ma quel giorno l’Empoli festeggiò la promozione, e Silvio Baldini la definitiva consacrazione. Con concetti semplici sbalordì anche l’anno seguente in Serie A, dove l’Empoli fu capace di vincere le prime quattro trasferte di fila in massima serie.
Per Luciano Empoli è “casa”, ma non ha più sposato la causa azzurra, Silvio invece ci ritornò qualche anno dopo, nel 2008, per tentare una nuova scalata con gli azzurri, in una stagione difficile e complicata, sfumata al penultimo giro stagionale, in semifinale Play Off; ma Silvio ad Empoli ci ha lasciato un pezzetto di cuore.
Luciano e Silvio due uomini tutti d’un pezzo: il primo che lascia la Nazionale ed il ruolo di CT a testa alta e con grande dignità, proprio nelle ore in cui Silvio con altrettanta dignità ed a testa alta riporta il Pescara in B, facendo i complimenti agli avversari, e sottolineando come il male del calcio sia lo stesso di questa società, che vive di immagine e priva di sostanza, incancrenita tra le piaghe di avvoltoi pronti come piovre a soffocare tutto… altro che CT, bisogna ripartire dal basso. Dai settori giovanili, prima di tutto, e poi certo ricordando quanto sia importante e piena di significati la maglia azzurra, quella dell’Italia.
