𝙇𝙖
𝙤𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡
𝙪𝙣𝙚𝙙𝙞
(Episodio 159) – “La vittoria ha molti padri, mentre la sconfitta è orfana” sosteneva John Keats facendo riferimento alla tendenza per certi versi tipicamente italiana del salire sul “carro dei vincitori” quando le cose si mettono al meglio e di schivare ogni responsabilità nel momento in cui tutto crolla.
Ci eravamo congedati dalla passata stagione calcistica con questo pensiero, dopo la debacle della nazionale italiana agli europei tedeschi, analizzando alcuni numeri riguardanti i troppi stranieri impegnati nei due maggiori tornei italiani e perfino nel campionato di Primavera U19.
Ci ritroviamo oltre un mese dopo in una nuova “colazione”, nel pieno di un calciomercato dove “l’invasione” sembra continuare, dove lo spazio per i giovani talenti italiani sembra diminuire ancora, ma nonostante tutto facciamo finta di niente e commentiamo i primi risultati del week-end calcistico, minimizzando…
E anzi ci presentiamo al via con due novità considerate panacea per lo spettacolo del presente e del futuro.
Quello del presente è rappresentato dal posizionamento dei palloni lungo il terreno di gioco collocato su dei coni, sapete com’è … si parla di perdite di tempo, fatale per lo spettacolo.
Quello del futuro, invece, riguarda la scelta di spostare il limite del campionato Primavera all’età di vent’anni. Vent’anni, sì avete letto bene: così ora si chiama Under 20. Se in Spagna a diciassette anni si può essere determinanti per vincere un Europeo in Italia potremo continuare ad investire soldi per acquistare calciatori stranieri alla soglia dei vent’anni per farli giocare in “Primavera”.
Ma nonostante tutto in Italia la colpa maggiore è della “pirateria”, cioè di quei tifosi cattivoni che utilizzano strade traverse, e certamente non legali, per seguire il calcio, e che dovrebbero sopportare l’aumento dei canoni tv e del costo degli abbonamenti allo stadio come se niente fosse.
E stai a vedere che la colpa è davvero dei tifosi, che forse una colpa ce l’hanno davvero: continuare a seguire questo calcio… sempre meno appassionante, sempre meno spettacolo sportivo, sempre più business affaristico per i soliti “magna magna”…
