ZOOM | L’ultima curiosità prima di chiudere “definitivamente” con il recente passato…

da | 21 Ottobre 2026 | News | 0 commenti

Parlare di un allenatore che non è più storia attuale dell’Empoli da fastidio, lo capiamo, e ne abbiamo avuto conferma anche dalle decine di commenti di tifosi azzurri che abbiamo letto in ordine casuale in qua e là sui social. E pensiamo anche che possa essere una giusta reazione quella degli sportivi empolesi, quando si è decisi nel voler voltare pagina, provare a cambiare qualcosa e prendere quella che viene considerata una retta via, o semplicemente una via migliore.

Parliamo di Guido Pagliuca, e lo facciamo quando ormai non è più l’allenatore dell’Empoli da oltre tre settimane, meno di un mese e circa una ventina di giorni da quando le strade tra il classe 1976, originario di Cecina (Livorno), ed il club azzurro si sono definitivamente divise. Lo facciamo per l’ultima volta, in un misto tra analisi in numeri e constatazione dei fatti; poi volteremo pagina, così che di Guido Pagliuca si parli come di una “parentesi sfortunata”, di un allenatore che ha collezionato 15 panchine appena, 12 in Serie B e 3 in Coppa Italia, di cui un terzo vissute da “squalificato”… quindici panchine spezzate tra due stagioni diverse, con lo stesso epilogo e praticamente nello stesso periodo dell’anno… mentre cioè nelle colline dei dintorni del Carlo Castellani si era intenti nelle ultimissime giornate di vendemmia.

Partiamo da una premessa. La storia dell’Empoli è imperniata sulla scommessa: che significa l’approdo in azzurro di dirigenti, allenatori, calciatori in rampa di lancio, oppure in cerca di riscatto, quest’ultimi giovani o meno giovani. E’ proprio nel dna dell’Empoli, di questo club ormai ultracentenario, e forse anche della storia e del dna della nostra città, che di talenti ne ha lanciati parecchi, e non solo nel calcio ma anche nel mondo dell’imprenditoria, per esempio. E qui non è un discorso della gestione Corsi o meno, perché con Fabrizio Corsi al timone dal 1991 in poi semmai quest’aspetto si è amplificato, ma già nei decenni precedenti di allenatori, dirigenti e calciatori giovani lanciati da questo club ne contiamo, come si dice, a “bizzeffe”. Una scommessa può essere vincente, e può risultare poco felice, in fin dei conti si tratta di un pezzetto di un lungo percorso, tanto che se anche la scommessa dovesse manifestarsi come persa non dovrebbe mai significare per forza che si sia trattato di fallimento totale. Dietro ad un errore, ad una scelta sbagliata, o poco felice, in realtà si nasconde un insegnamento, che se colto poi si rivela come il primo mattone per un eventuale successo raccolto nel ciclo successivo: e qui la speranza si chiama Matteo Andreoletti, che rappresenta il presente.

Anche perché obiettivamente nelle ultimissime stagioni sono stati anche troppi gli esoneri e addii di allenatori, direttori sportivi e dirigenti in generale, tanto che adesso è normale che nell’ambiente si respiri quella voglia di stabilità, di un progetto che riporti il classico mare quieto dopo la tempesta…
Forse, però, la scelta sbagliata è stata commessa a giugno del 2025, nel poggiare le basi al rilancio in serie cadetta dopo la retrocessione dalla Serie A e, soprattutto, dopo il record di partecipazione nella massima serie del club azzurro, che prima di allora non era mai riuscito a disputare quattro campionati di Serie A di fila. Qualcuno potrà obiettare sbottando il classico “facile dirlo ora”, beh insomma in realtà c’è chi lo sosteneva anche prima, tanto che qualcuno aveva perfino aggiunto che “non è come con Maurizio Sarri…”, riferimento a quell’estate del 2012 tanto somigliante al momento attuale dell’Empoli, preso tra crisi economica e di progetto. E qui scattano due doverose precisazioni: la prima riguarda il percorso tra i due allenatori; Maurizio aveva qualche esperienza di livello in più, ed è arrivato ad Empoli probabilmente nel momento giusto, con un DS saldamente al timone come Marcello Carli, con una dirigenza “piena zeppa di empolesi”, in un ambiente sollevato dopo il rischio retrocessione in C di poche settimane prima, e con alle spalle sette campionati di B e non cinque di A e tre di B di cui due vinti come successo al collega Guido Pagliuca.
Altro aspetto da non sottovalutare: Maurizio Sarri si è ritrovato in rosa un mix di giovani con alle spalle già almeno due campionati di B, lanciati con coraggio dal precedente tecnico Alfredo Aglietti (a proposito fatemi scrivere che poche volte nel tempo è stato apprezzato il lavoro fatto da Aglietti in tal senso, ndr), e un gruppetto di meno giovani con l’Empoli cucito addosso e di una certa affidabilità, due nomi su tutti Francesco Pratali e Davide Moro.
Guido Pagliuca di contro è arrivato ad Empoli con la sola un po’ più vera esperienza come quella vissuta con la Juve Stabia, un campionato vinto in Serie C, una salvezza con la “S” maiuscola in B, con lo stesso spirito toscanaccio di Maurizio Sarri, con un carattere acceso e burbero, la stessa sana e competitiva voglia di spaccare tutto e far bene, ma forse è arrivato nel momento non idoneo, per Guido stesso e per l’Empoli. Intanto il capitolo mix rosa: giovani bravi e di spessore, ma senza l’esperienza maturata come nel caso di Sarri, e poi il mix, mi duole dirlo ma dei Pratali e dei Moro neanche l’ombra. E poi c’è il fattore carattere, che va oltre quello dell’esperienza.

I numeri, i fatti dicono questo. Con l’espulsione rimediata alla prima panchina dal “vivo” con la Carrarese Guido Pagliuca ha collezionato altre tre giornate di squalifica che con quelle subite in carriera dal 2007 ad oggi, meno di vent’anni molti di cui vissuti in serie dilettantistiche, portano la cifra a quota 60, ridotte a 59 solo perché nella stagione 2023/24, ai tempi della Juve Stabia, fu tolta una giornata di squalifica dalla Commissione Disciplinare. Con due maxi squalifiche alle spalle, 9 nel 2008/09 ai tempi di Cecina e 8 nel 2013/14 quando era alla guida della Lucchese, Guido Pagliuca entra sicuramente di diritto negli annali del calcio italiano. E attenzione, parliamo di un professionista vero, un uomo con idee di calcio ed un potenziale molto importante; un tecnico capace di intuizioni per niente scontate.

Tanto che mi viene da scrivere che se riuscirà nell’impresa di fare pace con il difficile rapporto con gli arbitri davanti potrà avere una carriera importante, che abbia fatto bene o meno con l’Empoli nel suo passato, allungando così la lista degli allenatori capaci toscani, già di per sé molto abbondante.

IL CURRICULUM DI GUIDO PAGLIUCA

Stagione 2007/08 – Cecina (Serie D) – Giornate di squalifica: 0
Stagione 2008/09 – Cecina (Serie D) – Giornate di squalifica: 9
Stagione 2009/10 – Cecina (Serie D) – Giornate di squalifica: 2
Stagione 2010/11 – Borgo a Buggiano (Serie D) – Giornate di squalifica: 1
Stagione 2011/12 – Gavorrano (Serie D) – Giornate di squalifica: 0*
*esonerato per motivi disciplinari;
Stagione 2012/13 – Rapallo Bogliasco (Serie D) – Giornate di squalifica: 4
Stagione 2013/14 – Lucchese (Serie D) – Giornate di squalifica: 8
Stagione 2014/15 – Lucchese (Serie C) – Giornate di squalifica: 0
Stagione 2015/16 – Imolese (Serie D) – Giornate di squalifica: 2
Stagione 2016/17 – Real Forte Querceta (Serie D) – Giornate di squalifica: 3
Stagione 2017/18 – inattivo
Stagione 2018/19 – Ghiviborgo (Serie D) – Giornate di squalifica: 2
Stagione 2019/20 – Cremonese (Serie B) – Giornate di squalifica: 0*
*vice allenatore;
Stagione 2020/21 – Pianese (Serie D) – Giornate di squalifica: 4*
*esonerato per motivi disciplinari;
Stagione 2021/22 – Lucchese (Serie C) – Giornate di squalifica: 5*
*la Commissione Disciplinare gli ha inflitto un’ammenda;
Stagione 2022/23 – Siena (Serie C) – Giornate di squalifica: 3
Stagione 2023/24 – Juve Stabia (Serie C) – Giornate di squalifica: 5*
*poi ridotte a 4 giornate dopo reclamo;
Stagione 2024/25 – Juve Stabia (Serie B) – Giornate di squalifica: 6
Stagione 2025/26 – Empoli (Serie B) – Giornate di squalifica: 1
Stagione 2026/27 – Empoli (Serie B) – Giornate di squalifica: 2*
*esonerato dopo lettera di richiamo disciplinare e ingaggiato dalla Carrarese (Serie B);
– Carrarese (Serie B) – Giornate di squalifica al 21.10.2026: 3

Gabriele Guastella

Gabriele Guastella

Gironalista Sportivo

Nato a Empoli il 2 dicembre 1978, fin da piccolissimo si diletta con macchina da scrivere e microfono. Nel 1992 a 14 anni è responsabile dell’Empolese-Valdelsa per il settimanale CalcioPiù, dal 1993 al 1998 passa alla redazione sportiva de Il Tirreno, e dal 1996 inizia l’avventura con la radio: Radio FataMorgana fino al 2004, poi Radio Lady e dal 2009 a Radio Bruno voce della storica trasmissione “Tutto il Calcio Toscano”. Dal 1999 è giornalista pubblicista. In tv esperienze come telecronista, conduttore e opinionista ad Antenna5, Gruppo 50 Canale e poi Smart Television WebTv. Fondatore di PianetaEmpoli, di cui ne è stato direttore fino al 2017, e del Premio Leone d’Argento. Nel Luglio 2016 nella centralissima Piazza Farinata degli Uberti in Empoli ha condotto la presentazione ufficiale dell’Empoli FootBall Club 1920 per la successiva stagione calcistica di Serie A.