Che la sessione estiva del calciomercato potesse trasformarsi in una specie di sofferenza lo avevamo capito fin da subito, ma in special modo lo abbiamo intuito da quando come un fulmine a ciel sereno si è “smarcato” dall’Empoli il Direttore Sportivo Stefano Stefanelli, che ha preferito alle rive azzurre dell’Arno quelle probabilmente più sceniche del Golfo di Napoli ed in particolare quelle di Castellammare di Stabia. In quei giorni si sono materializzate sopra il cielo di Empoli, dal punto di vista calcistico ovviamente, dense nubi nere, diventate “tristi” per l’avvenuta cessione dei due gioielli Perillo e Olivieri, freschi vincitori con lo Scudetto Under 17 e passati per la cifra monstre di 4 milioni di euro all’Atalanta. Il 30 giugno sono cessati formalmente i contratti di alcuni calciatori che avevano naturale scadenza e tra questi Haas, Ebuehi, Gasparini, Romagnoli, solo quest’ultimo ha poi trovato l’accordo giusto per proseguire l’avventura con l’Empoli, ma praticamente dopo un mese vissuto da svincolato. Nelle stesse ore altri, invece, finito il prestito sono tornati ai rispettivi club di appartenenza: da Pellegri a Nasti, da Obaretin a Moruzzi, poi Fulignati, Candela, Lovato, Ghion, Ilie, Fila… già inquadrata così assume le sembianze di una vera e propria rivoluzione. Ma del resto fino a questo punto, caso DS a parte, non tanto diversa dalle estati precedenti: perché parliamoci chiaro, ormai sono diverse stagioni che l’Empoli, seguendo il filone di un calcio sempre più “centrifuga”, non riesce ad avere una sorta di continuità tecnica, tra cessioni “forzate” per mantenere gli equilibri delle casse e i troppi prestiti che hanno infarcito, con sempre maggior frequenza, la rosa della prima squadra. Qualche giorno e Fabrizio Corsi annuncia la prima fumata bianca, in attesa di quella societaria, per cui si rincorrono voci nell’ambiente che indicano tale evento per la metà del mese di settembre: tant’è che gli sportivi conoscono il nome del nuovo DS pronto a prendere le redini della situazione tecnico-dirigenziale. Ecco Fabio Artico, esperienze soprattutto con Alessandria e Cesena alle spalle, ed ex calciatore azzurro ai tempi di Luciano Spalletti. Nel frattempo il nodo allenatore era già stato sciolto: finito il tempo di Fabio Caserta, risolto il legame con l’esonerato Alessio Dionisi che si è accasato al Watford in Championship, tocca di nuovo a Guido Pagliuca, ancora sotto contratto.
Siamo al 13 Luglio, nella Vip Lounge dello stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena il club presenta il nuovo DS e il “nuovo” allenatore. Sintesi estrema sulle domande di calciomercato: “prima si vende e poi si fa mercato”. Domanda sul settore giovanile, che coinvolge Under 18 e Primavera nell’asset della prima squadra (e censurato da qualche parte, ndr), con risposta decisa e precisa del presidente Corsi: “con rammarico per motivi economici ci vediamo costretti alla scelta di non partecipare con l’Under 18, e pertanto sacrificheremo qualche ragazzo…”, che tradotto significa che gli sportivi azzurri di lì a poco avrebbero assistito ad una serie di cessioni tra il settore giovanile senza precedenti. D’altronde i tesserati tra le classi 2007, 2008 e 2009 sono quasi una sessantina, e il club allestendo solo una squadra si trova costretto ad una scelta. Logico quindi che molti finiscono subito sul mercato, qualcuno invece si aggrega per il ritiro della prima squadra: tra questi le sorprese liete Egan, Biondini (2009!) e Monaco che si conquistano un ruolo importante con annessi esordi in Coppa Italia e Serie B, poi emulati nella trasferta di Mantova da altri due giovani Berizzi e Andrea Orlandi, che il giorno prima avevano giocato nella vicina Milano contro l’Inter nel torneo Primavera. Altri invece nel frattempo lasciano definitivamente o in prestito l’Empoli. Così un altro fresco scudettato, al nome Jacopo Landi, in compagnia di Bagordo, si accasa alla Lazio, Chiucchiuini va all’Ancona, Lauricella al Genoa e al penultimo giorno di mercato Campaniello alla Fiorentina. Biondini, invece, non passa al Torino solo per una questione di tempo tecnico a disposizione (sarebbe rimasto comunque in prestito per questa stagione, ndr). Nel frattempo il club fa qualcosa in entrata, oltre ai rientri per fine prestito che in definitiva saranno solo tre (i portieri Seghetti e Filippis dalle esperienze con Livorno e Pianese in Serie C, e Belardinelli dalla Reggiana), e piazza il colpo Distefano dalla Fiorentina, anche se la scorsa stagione ha giocato in Serie B con la Carrarese. Le uscite sono più frequenti: Ignacchiti va al Mantova (1,5 milioni di euro), poi Guarino un po’ a sorpresa vola in Turchia per 3 milioni più bonus, ed Elia si accasa alla Cremonese dei tanti ex per la medesima cifra di Ignacchiti. Il club azzurro riempie le caselle rimaste vuote promuovendo alcuni giovani e poi con gli arrivi di Cauz che era svincolato ma fino a giugno in forza al Modena, con Romagnoli (appunto…), con Deli e Zedadka in prestito da Fiorentina e Sudtirol. Corrado arriva a rinforzare la rosa solo dopo la prima giornata, Bandinelli è invece l’ultimo colpo di mercato all’ultima giornata. Un’ultima giornata dove però l’Empoli cede Bianchi al Bari a titolo definitivo, perde Busiello per svincolo, e lascia partire Tosto con destinazione Inter U23 in prestito con diritto di riscatto a favore dei nerazzurri, oltre al portiere Brancolini definitivo al Novara. La panoramica di questi due mesi intensi è completata poi dall’improvvisa separazione con il Responsabile del Settore Giovanile azzurro Matteo Silvestri, che si accasa al Sassuolo, e lasciando isolato il DS Federico Bargagna nei compiti di gestione tecnica: una “falla” nell’organizzazione di uno dei migliori settori giovanili d’Italia che viene “riparata” con l’annuncio nel breve volgere di quindici giorni di Sasha Remaschi dal Pisa, giovane ed emergente dirigente del settore giovanile con già alle spalle un ruolo “vincente” di DS al Ghiviborgo in Serie D.
L’epilogo dopo il suono della campanella di fine calciomercato – Sono rimasti sia Stiven Shpendi e Bohdan Popov! Respiro di sollievo per gli sportivi, per i tifosi e pensiamo anche per il tecnico Guido Pagliuca, un po’ meno probabilmente per le casse societarie… Però le conferme di questi due ragazzi non possono bastare da sole a colmare, sulla carta, evidenti carenze e limiti di una rosa che così come si presenta adesso, al termine del calciomercato, appare piuttosto corta e con poca esperienza al servizio dei tanti giovani. Dopo le cessioni di Bianchi e Tosto dell’ultima giornata di mercato sembrava quasi scontato, anche per un discorso numerico, attendersi due colpi in ingresso che potessero dare ulteriori alternative all’allenatore che già ha dovuto inventarsi Magnino difensore. La parola ora passa al campo, sulla carta questo calciomercato ci lascia la sensazione che sia un’opera non pienamente compiuta, insufficiente per duellare ad armi pari con molte compagini di questo campionato, magari saremo smentiti… anzi questa è proprio la nostra speranza.
