𝙇𝙖
𝙤𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡
𝙪𝙣𝙚𝙙𝙞 (Episodio 202) – Mentre nei “salotti perbenisti del calcio” si continua a discutere con le solite fantasie teoriche sul calcio italiano, favoleggiando sulle possibili soluzioni, per poi continuare a fare tutto il contrario di quello che sarebbe giusto fare, c’è un club in Toscana che con poche risorse continua in maniera incessante a lanciare segnali importanti.
L’Empoli, questa volta con l’Under 16, centra la quarta finale Scudetto negli ultimi cinque anni, che diventano cinque negli ultimi sette, eliminando in semifinale la corrazzata Inter, e regalandosi l’ennesimo sogno giovanile; lunedì 23 giugno gli azzurrini contenderanno alla Juventus il tricolore. Nel 2019 fu proprio l’Under 16 allora allenato da Buscè a vincere lo Scudetto, con il bis in Primavera nel 2021. Tre finali di seguito negli ultimi tre anni: nel 2023 gli Under 15 con i classe 2008, nel 2024 gli Under 17 con i 2007, ed in questo 2025 ci proveranno di nuovo gli Under 16 (classe 2009).
E se un pizzico di fortuna in più avesse accompagnato anche gli Under 17, vittoriosi 3-2 in casa del Milan e a causa dello sfortunato 0-1 dell’andata eliminati immeritatamente ai Quarti di Finale per una regola assurda che non ha permesso loro nemmeno di disputare i tempi supplementari (a proposito ma “sono del mestiere questi?” – parafrasando Checco Zalone, ndr), oggi saremmo qui a parlare di due formazioni tra le prime quattro squadre d’Italia in ben due categorie. Il club azzurro si conferma ai vertici del calcio giovanile professionistico italiano, e soprattutto lo fa continuando ad investire su tantissimi giovani italiani ed in molti casi della regione del granducato. D’altronde non è un caso se nelle nazionali giovanili italiane si parli tantissimo “l’empolese”. Ah, tranquilli, voi continuate pure a discutere delle possibili soluzioni per salvare il calcio italiano, mentre come al solito i club d’élite da un certo punto in poi puntualmente mandano in malora i talenti di casa nostra preferendoli ai “più fisicati” di altre nazionalità.
