LA COLAZIONE DEL LUNEDI’ (Episodio 194) | Quell’infinito abbraccio con la tua gente: ciao Giulio, sei stato un “Drago”!

da | 23 Aprile 2025 | La Colazione del Lunedì, News | 0 commenti

𝙇𝙖 🥐𝙤𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡 ✏️𝙪𝙣𝙚𝙙𝙞 (Episodio 194) – Zoff, Gentile, Cabrini… iniziava così la formazione dell’Italia Campione del Mondo nel 1982, che milioni di italiani hanno imparato a memoria, come una poesia, in ricordo di quella magia azzurra, di un’estate da Mondiale, di gloria e gioia. Era l’Italia di Bearzot, quella che dopo un girone “difficile” riuscì poi a sbarazzarsi di Argentina e Brasile, della Polonia di Boniek in semifinale e della Germania in finale, tornando ad alzare il titolo di Campioni del Mondo quarantaquattro anni dopo il precedente titolo conquistato in Francia nel 1938.

Chi mi conosce sa che amo quegli intrecci dal sapore di vita, che spesso il calcio ama regalare. E’ così che allora mi perdo in uno degli intrecci da leggenda; penso a Dino Zoff, per esempio, una leggenda del calcio italiano che, da quarantenne e da capitano, alza la Coppa del Mondo sotto il cielo di una notte iberica. E penso come nella sua Juventus, e all’ombra della sua stessa leggenda, stia crescendo un certo Giulio Drago, appena ventenne, terzo portiere, ma con già ventisei gettoni nell’Aosta in Serie D, in una Serie D che rispetto a quella odierna era molto più qualitativa e tecnica.

Fu proprio in quell’estate del 1982 che il giovane Giulio Drago lasciò la Juventus per iniziare il suo percorso, approdando in Serie B ad una Cremonese piena di talenti e molto ambiziosa, guidata dai gol di quel ragazzino con i riccioli capace di immense prodezze tal Gianluca Vialli. Giulio Drago e Gianluca Vialli furono protagonisti della promozione dei grigiorossi in Serie A, la prima della storia del club lombardo, e diventarono anche grandi amici, compagni di squadra perfino in quell’Under 21 che sfiorò un’impresa abdicando solo in Semifinale agli Europei del 1984.

Le strade dei due ragazzi si divisero proprio in quell’estate del 1984, mentre alla radio impazzava Tony Esposito con Kalimba De Luna, e dopo aver contribuito alla salvezza storica della Cremonese nella massima serie. Gianluca si “sposò” con la giovane e ambiziosissima Sampdoria di Mantovani, Giulio, invece, dopo una brevissima parentesi all’Atalanta durata poche settimane, scese di nuovo in B e scelse l’Empoli di Vincenzo Guerini. E anche per Giulio fu come “sposarsi”; eh già, con quel club che poi risulterà essere ragione di vita sportiva e umana: l’Empoli, e Empoli, la città da cui non vorrà separarsi mai più.

Il sogno che per tanti anni da bambino e poi ragazzo aveva cullato Giulio Drago, difendere i pali della Juventus in Serie A, in quella Serie A appena accarezzata a Cremona con la maglia dei grigiorossi, diventò realtà proprio ad Empoli in quell’indimenticabile 14 settembre 1986, in cui lui ed i suoi compagni bagnarono l’esordio assoluto dell’Empoli nella massima serie sul neutro del Franchi di Firenze superando l’Inter per 1-0, con la prodezza del giovane Osio ma anche grazie alle sue parate. Due anni dopo il suo approdo in riva all’Arno, Giulio non solo era diventato a tutti gli effetti il numero uno dell’Empoli nella massima serie, ma ormai era un punto di riferimento, per tutti: dai suoi compagni di squadra, in campo e dentro gli spogliatoi, ai tifosi, e perfino per la dirigenza azzurra.

Giulio Drago, l’Empoli ed Empoli, una storia d’amore immensa; fatta di vittorie, di record come i suoi 491 minuti di imbattibilità in Serie A, di imprese, come quella di battere per la prima volta proprio la sua amata Juventus, di pianti di gioia e poi anche di sofferenze. Come la doppia retrocessione tra il 1988 ed il 1989, immeritata la prima con gli azzurri ampiamente salvi senza penalizzazione, sfortunata la seconda in un finale di stagione disgraziato. Lasciò Empoli per rispondere alla chiamata del Bari del suo ex tecnico Gaetano Salvemini, altra indimenticata bandiera azzurra, e ritrovare così il meritato palcoscenico della Serie A. Passarono veloci altre stagioni, lontano da Empoli ed in un calcio che stava cambiando.

Ma senza esitazione rispose subito si alla richiamata dell’Empoli nell’estate del 1994, esattamente dieci anni dopo il suo primo approdo, per dare il suo contributo in un momento non semplice per il club, da poco sotto la presidenza di un giovane Fabrizio Corsi, ma ancora sotto la gestione dell’estro e dell’esperienza del vecchio maestro Silvano Bini.

Dopo lo spavento dell’estate precedente, con la salvezza agguantata solo nello spareggio con l’Alessandria, con Drago tra i pali arrivò una salvezza solo un po’ più tranquilla, all’ultima giornata con lo 0-0 in casa del Siracusa, con i siciliani in festa per l’approdo ai Play Off. Proprio da quell’estate del 1995 per l’Empoli iniziò un’altra storia; Giulio Drago, invece, si congedò definitivamente dall’Empoli, come calciatore, ma non come uomo, ormai per lui Empoli aveva un significato profondo: era casa.

Vi ricordate l’inizio di questa storia? Ecco, adesso questa storia prosegue così: Drago, Vertova, Gelain… e non è una fine, s’intende, è semplicemente l’inizio di un’altra leggenda; una leggenda che resterà scolpita nel cuore e nella mente, incancellabile, per sempre…

Gabriele Guastella

Gabriele Guastella

Gironalista Sportivo

Nato a Empoli il 2 dicembre 1978, fin da piccolissimo si diletta con macchina da scrivere e microfono. Nel 1992 a 14 anni è responsabile dell’Empolese-Valdelsa per il settimanale CalcioPiù, dal 1993 al 1998 passa alla redazione sportiva de Il Tirreno, e dal 1996 inizia l’avventura con la radio: Radio FataMorgana fino al 2004, poi Radio Lady e dal 2009 a Radio Bruno voce della storica trasmissione “Tutto il Calcio Toscano”. Dal 1999 è giornalista pubblicista. In tv esperienze come telecronista, conduttore e opinionista ad Antenna5, Gruppo 50 Canale e poi Smart Television WebTv. Fondatore di PianetaEmpoli, di cui ne è stato direttore fino al 2017, e del Premio Leone d’Argento. Nel Luglio 2016 nella centralissima Piazza Farinata degli Uberti in Empoli ha condotto la presentazione ufficiale dell’Empoli FootBall Club 1920 per la successiva stagione calcistica di Serie A.