𝙇𝙖
𝙤𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡
𝙪𝙣𝙚𝙙𝙞
(Episodio 145) – Centottanta minuti alla fine del campionato per tutti, dopo l’epilogo di Lecce-Udinese finita esattamente come temevamo.
L’ultima partita disputata al Via del Mare tra i salentini sconfitti a domicilio dai friulani ci scaraventa di nuovo in diciottesima posizione: zona retrocessione che ad oggi ci vedrebbe impegnati in uno spareggio salvezza con il Frosinone.
Ci sono però due giornate da giocare, ben cinque squadre (Hellas Verona, Udinese, Cagliari, Frosinone, Empoli) raccolte in due punti, più il Sassuolo un po’ più distaccato che però può ancora sperare avendo lo scontro diretto casalingo con il Cagliari. In totale saranno tre gli scontri diretti: oltre a quello già citato anche Udinese-Empoli e Frosinone-Udinese. La parte bella è questo duello punto su punto, come forse non si vedeva da diverse stagioni.
La parte decisamente squallida è come la stiano gestendo i cosiddetti manager, quelli che si vantano di essere bravi: quelli giacca, cravatta e distintivo, che guardando solo ai numeri dietro ai simboli dei soldi giocano con le passioni e i sentimenti della gente.
Quelli che credono di poter imbavagliare tutto, imbrigliare e schematizzare anche una faccenda di sport.
Perché lo spettacolo a cui si è assistito al Via del Mare di Lecce, tra una squadra nel pieno della sbornia ed una impaurita ma con il “sangue” agli occhi è stata di un disgusto unico: uno schiaffo perfino per gli stessi tifosi leccesi.
Ecco a loro, a quei manager giacca e cravatta, dico che tutto torna indietro, e spesso con gli interessi, perché le cose di sport non si possono imbavagliare e schematizzare come fosse una semplice faccenda di puro merchandising: c’è ben oltre che varca i confini della credibilità, che rotti quegli argini poi è dura da “riconquistare”.
